Profumo di buono, profumo di pane

Avete presente quelle domeniche grigie e piovose in cui non avete voglia di far nulla se non divano, divano, divano e cibo? Qui in Emilia purtroppo capita spesso..il grigiume intendo, e quindi bisogna armarsi di tanto ingegno per riuscire ad affrontare al meglio le avversità metereologiche e la stasi collassante galoppante. Io, spesso mi sfogo ai fornelli, con somma contentezza da parte di chi poi mangia senza alzare un dito ovviamente, per poi trovarmi impantanata in montagne di piatti da lavare. Quindi ecco che poi la domenica è bella che volata! sigh..

Insomma, non voglio allungare troppo il brodo: erano settimane che volevo provare a fare il pane “nero”, con la farina di segale unita alla farina bianca e arricchito con i semini misti per i panificati. Distratta, ho comprato invece che la sola farina di segale, un preparato per fare questo pane, comprensivo chiaramente anche di lievito di birra disidratato.

In una ciotola ho unito al chilo di preparato un cucchiaio di olio di oliva, un cucchiaio di sale, una manciata a piacere di semi misti, un pizzico di zucchero, oltre mezzo litro di acqua a temperatura ambiente.

Ho amalgamato gli ingredienti e poi ho trasferito il tutto su di una spianatoia infarinata. Adoro la lavorazione degli impasti di pane e pizza: credo sia uno degli anti stress più validi che io conosca insieme ad altre due o tre cosine. Insomma, sono andata avanti a lavorare la pasta per almeno 10 minuti e poi l’ho poggiata e ricoperta con un grande telo di cotone, lasciandoli lo spazio per lievitare liberamente.

Una volta che la pasta ha lievitato per almeno due ore in un posto caldo e al riparo da correnti, do al mio pane la forma voluta. Ci si può sbizzarrire a fare panini di ogni forma o, come ho preferito fare io, creare una pagnotta unica che dà sempre una certa soddisfazione una volta cotta. L’ho adagiata su di una teglia leggermente infarinata, ho applicato un taglio nella parte centrale, non troppo profondo, e dei tagli trasversali; un po’ di farina per renderlo più rustico e via in forno per una mezz’ora circa a 200 gradi.

Se si vuole ottenere una crosticina bella croccante non dimenticate di inserire nel forno un recipiente con dell’acqua. Io, a mali estremi estremi rimedi, ho poggiato accanto al mio pane il pezzo di sotto della mia moka indistruttibile. Tempo 10′ e già la cucina, ma cosa dico la cucina, tutta la casa, inizia a riempirsi dell’odore intenso che solo il pane può regalare.

La crosta è croccantissima, il pane compatto e saporito, con delle note quasi di “tostato” davvero invitanti. L’ho trovato ottimo per mangiarci insieme i formaggi molli e tostato è ottimo anche come bruschetta o nelle zuppe brodose, a pensarci, sarebbe ottimo anche con un sauté di cozze fumante! MMmmmmm…Fame!!

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