Il cibo dei piccoli: riscoprire l’abc dei sapori

Diventando mamma e dovendo curare l’alimentazione del mio piccolo dallo svezzamento in poi, ho capito che era questa un’occasione per imparare quelle basi del gusto che non sapevo di aver perso un po’ per strada.

Non voglio entrare nel merito di chi abbia ragione tra i sostenitori dello svezzamento precoce e a richiesta e coloro che invece partono dei liofilizzati tardando rispetto agli altri l’inizio stesso dello svezzamento. Quello che so è che da mamma per la prima volta, ho deciso, su approvazione anche della pediatra, di iniziare lo svezzamento a circa tre mesi e mezzo di vita del bambino e potarlo avanti secondo le sensazioni che avevo man mano vedendolo mangiare cibi diversi dal latte materno. Il risultato è stato soddisfacente per il piccolo e per me e adesso posso dire che Luca non ha difficoltà ad assaggiare gusti nuovi e ingurgitare tutto ciò che vede nel piatto di mamma e papà.

Questo percorso, iniziato con i primi frullati  e proseguito con le minestre di verdure, mi hanno riportato a scoprire nuovamente i sapori degli alimenti al naturale. Dovendo cucinare per lui  senza sale e volendo portare avanti questo discorso per diversi mesi per una questione di giustezza della causa, insieme al mio bambino ho imparato a riscoprire il vero sapore della verdura. Chiaramente ai primi assaggi la mia faccia era quasi disgustata. Con il tempo ho imparato a soffermarmi di più su ciò che assaporavo e pian piano ho pienamente apprezzato questa modalità totalmente priva di sapidità. È quasi paradossale ma finalmente sentivo distintamente il sapore del pomodoro, della melanzana, della patate e persino della zucchina. Dalle mie parti quando qualcosa è senza sale si dice che “è dissapito” ovvero senza sapore, ed è curioso come il concetto di sapore oggi sia molto legato anche all’utilizzo del sale.

La mia non vuole essere una battaglia contro il sale, io lo uso quotidianamente in cucina e in certi casi diventa davvero fondamentale per la buona riuscita del piatto. Più che altro, considerando il mio stupore nell’apprezzare passati di verdura e affini completamente al naturale, il mio vuole essere un invito a provare, anche in assenza di bambini da sfamare, a fare un viaggio a ritroso nel gusto vero delle verdure.

Riuscire a scrollarsi di dosso condimenti, spezie e libri di cucina per tornare al punto zero del gusto, far vivere alle vostre papille gustative la semplicità primordiale di sbucciare una carota e addentarla, cuocere una pentola di verdure miste e sentire poi in bocca tutti i sapori che. con grande umiltà, si fanno avanti uno per volta dignitosamente.

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