Dal risotto all’arancino.. Tutto Gusto!

Dopo qualche mese di assenza ritorno con una ricetta classica ma sempre buonissima da proporre e riprodurre in qualsiasi moment0 dell’anno (e della giornata direi..).

L’arancino o l’arancina – qualcuno sarà sempre in disaccordo su come chiamare questa prelibatezza – non è mai passato di moda ma la moda attuale dello street food, che vede ogni week end manifestazioni in giro per l’Italia, li eleva a mattatore del fritto italiano.

Ciò che più mi affascina di questo piatto è il fatto che sia il risultato di una precedente preparazione che già da sola è un piatto perfetto: il risotto allo zafferano. Non tutti forse sanno che, e lo dico solo perché io stessa l’ho scoperto da non molto, l’arancino non si fa utilizzando del riso bollito e assemblato con sugo, carne e piselli e tutto ciò che possiamo gradire, ma presuppone proprio la preparazione del classico risotto, con il riso appena al dente.

Quello che assolutamente non deve mancare:

riso arborio, brodo vegetale, burro, olio evo, cipollotto, zafferano, vino bianco, parmigiano, ragù di carne, pan grattato, farina, uova e olio di semi per la frittura.

Il procedimento è il seguente: pentola possibilmente antiaderente, un filo di olio e una noce di burro, cipollotto tritato. Facciamo rosolare la cipolla e aggiungiamo il riso desiderato e lo facciamo tostare un po’ in modo che i chicchi si chiudano. Sfumiamo con del vino bianco e aggiungiamo poco per volta il brodo vegetale precedentemente preparato. A cottura (al dente) quasi ultimata, aggiungiamo lo zafferano e mescoliamo bene. Il risotto non deve risultare brodoso e una volta cotto, lo insaporiamo con del parmigiano. Lo lasciamo raffreddare. Nel frattempo avrete cotto il ragù bello ristretto con la carne che preferite. Quando entrambe queste preparazioni saranno fredde, iniziamo con la preparazione degli arancini: Ne prendiamo un po’ e definiamo una sorta di incavo sulla nostra mano, incavo che andrà ad accogliere un cucchiaio di ragù.

Chiudiamo la pallina di riso, non più grande di una pallina da tennis, con dell’altro riso, aggiustiamo la forma e passiamo alla panatura: farina, uovo e pan grattato, in questa sequenza. Poi olio bollente per un minutino o due.

Non è la preparazione più veloce del mondo ma il gusto è assicurato!

 

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